Allestimenti museali per musei che meritano il tempo del visitatore.

Progettiamo percorsi espositivi che se lo meritano fino all’ultima sala.
Dall’idea all’installazione, con un referente solo.

Ogni sala di un percorso espositivo richiede la giusta attenzione

Il visitatore ha già scelto di entrare, ma decide comunque a ogni installazione se fermarsi o continuare.
Per questo progettiamo percorsi che reggono nel tempo, con contenuti che si aggiornano senza stravolgere tutto il resto

Tre cose che in un museo contano parecchio

01

Il percorso viene prima delle postazioni.

Un ordine chiaro, leggibile anche da chi entra a metà visita. Lo spazio guida, non distrae.

02

I contenuti devono poter cambiare

Nuove ricerche, nuove mostre, nuovi pubblici. Progettiamo sistemi flessibili, non rigidi.

03

L'allestimento deve funzionare anche al terzo anno.

Materiali, software e manutenzione pensati per durare, non solo per l’inaugurazione.

Lo schermo non è il progetto.
È l'ultima cosa che scegliamo.

Cosa cambia lavorando con noi

Si parte dal visitatore, non dalla tecnologia.

Analizziamo pubblico, spazio e contenuti per definire un percorso che abbia senso dall’inizio alla fine.

Un referente solo, dall'analisi al collaudo.

Interlocutore unico per museo, curatore, architetti e tecnici. Decisioni più rapide, responsabilità più chiare.

Tempi, responsabilità e budget definiti prima di partire.

Pianifichiamo fasi, consegne e priorità per ridurre variabili e imprevisti.

Il museo resta titolare dei suoi contenuti.

Con CMS intuitivi e formazione mirata il team del museo può aggiornare in autonomia testi e contenuti.

Cosa realizziamo

Percorsi espositivi permanenti e mostre temporanee. Sale immersive. Tavoli e pareti interattive. Totem di accoglienza e orientamento. Software esperienziale su misura. CMS per la gestione dei contenuti. Digitalizzazione di archivi e fondi. Assistenti di sala che rispondono al visitatore restando dentro ai contenuti che avete validato.

Tre progetti, tre narrazioni diverse

L'ONDA, Vajont - raccontare una tragedia senza spettacolarizzarla

Leonessa d'Italia - attraversare due secoli di storia

Palladio Museum - spiegare l'architettura di Palladio

Tecnologia, contenuti e spazio devono sembrare un'unica decisione.

Quando funzionano insieme, il visitatore smette di notare i mezzi e inizia a capire il messaggio.

Questo è il nostro obiettivo.

Raccontateci cosa volete comunicare

Mezz’ora per leggere insieme spazio, contenuti, pubblico e scadenze.

Come si arriva da qui a un progetto

1. La mezz'ora

Videochiamata con Barbara, non con un commerciale. Guardiamo insieme lo spazio, i contenuti che avete già, la scadenza e il budget a disposizione. Alla fine sapete se il progetto sta in piedi, e noi se possiamo farlo. Se non è per noi ve lo diciamo subito.

2. Il progetto

Se ha senso lavorare insieme, la tappa successiva è lo studio di fattibilità e la progettazione: analisi delle esigenze, dello spazio, dei tempi e del budget, e da lì cosa si fa esattamente, punto per punto, come, e con quali costi. È un lavoro vero e si paga. Se poi decidete di realizzare il progetto con noi, la progettazione viene scontata dal preventivo di esecuzione.

3. La realizzazione

Nel preventivo trovate tutti i costi, voce per voce. L'hardware potete acquistarlo voi oppure possiamo fornirlo noi: si decide a quel punto, con i numeri davanti. Contenuti, immagini, video e software li realizziamo noi. Produciamo, installiamo e lo manteniamo nel tempo.

E il budget?

Non esiste un listino, e non è una risposta evasiva. Lo stesso progetto si può realizzare in modi molto diversi, e quale sia quello giusto dipende dallo spazio, da quanti contenuti esistono già e da quanto potete investire. Per questo il budget è una delle prime cose di cui parliamo, non l'ultima: si progetta dentro la cifra che avete, invece di scoprire alla fine che non ci sta.

Se preferite non partire dalla progettazione, dalla mezz’ora esce comunque un’idea di massima: cosa si potrebbe fare e in che ordine di grandezza si sta. Senza il dettaglio di cosa installare e cosa sviluppare, che è esattamente il lavoro del punto 2.

Le domande che ci fanno sempre

Sì. Diversi progetti sono nati come un singolo exhibit dentro un percorso già esistente.

Sì, ed è il modo in cui nascono molti percorsi. La condizione è dirlo prima: se sappiamo che il progetto crescerà per fasi, il primo lotto si progetta come primo pezzo di un sistema e non come oggetto chiuso, e quello che si aggiunge dopo non obbliga a rifare quello che c’è già.

Li produciamo noi: testi, grafiche, riprese, fotografie, audio-narrazioni e animazioni. Se avete già del materiale lo usiamo e completiamo solo quello che manca. Il lavoro sui contenuti si definisce in progettazione, perché è la voce che cambia di più il preventivo.

Il museo, dal CMS. Se preferite che lo facciamo noi, si concorda in fase di progetto.

Sì. Per le strutture e l’hardware ci appoggiamo a service certificati, e in progettazione valutiamo insieme cosa conviene noleggiare e cosa acquistare. Per una mostra di pochi mesi il noleggio spesso è la scelta giusta.

Dipende da che tipo di allestimento è. Per una mostra temporanea copriamo tutta la durata della mostra. Per un percorso permanente si concorda: può essere un intervento a chiamata oppure un contratto annuale. In tutti e due i casi si definisce prima della firma, non dopo il primo guasto.

L’assistenza è parte del contratto e si definisce prima, non dopo.

Sì. Per la Provincia di Mantova abbiamo sviluppato l’app dei percorsi risorgimentali che tiene insieme otto comuni: mappe, tracce da seguire a piedi, contenuti che si attivano sul posto e un CMS con cui l’ente aggiorna tutto da solo. Un museo diffuso funziona come una sala grande quanto un territorio.

Sì. Abbiamo lavorato a Roma per il Palazzo delle Esposizioni, a Milano per la Triennale e per Fondazione Pirelli, a Torino, a Brescia, a Vicenza per il Palladio Museum, in Friuli e in Veneto.

Sì, entriamo come partner tecnico senza scavalcare il vostro rapporto con il committente.